Complesso monumentale e sale reali chiusi per restauri in corso.

#Carditello6TU

Cavallo Persano

Razza Governativa di Persano

Caratteristica preponderante del Real Sito di Carditello è la presenza dei cavalli della Razza Governativa di Persano, la razza pregiata dei cavalli di Stato nati nel 1744 per volontà del Re Carlo di Borbone, frutto di un incrocio ben riuscito tra stalloni turchi e giumente del Regno di Napoli.

L’allevamento dei cavalli della Razza Governativa di Persano (dal nome del Sito Reale di Persano) era finalizzato alla costituzione di una Cavalleria Reale di alto prestigio, con esemplari caratterizzati da resistenzacoraggio ed eleganza.

Il Re Carlo di Borbone ricevette in regalo 4 stalloni turchi dal Sultano Mahmoud II e nel 1744 affittò dei terreni, già individuati dal vicerè Michele Reggio, nella piana di Capua e più precisamente nel comprensorio di San Tammaro: la fattoria di Carditello.

Questa vasta area, ricca e fertile, per anni era stata utilizzata anche per le battute di caccia, oltre che per la produzione agricola: in altre parole, la fattoria di Carditello era nel cuore pulsante della Campania felix cantata da Virgilio.

La Carditello che conosciamo oggi, invece, è il frutto del progetto voluto da Ferdinando IV nel 1787, con il chiaro intento di allevare, selezionare e mettere in mostra i cavalli della Real Razza di Persano, che erano già famosi perché ritenuti i migliori cavalli da guerra dell’epoca.

Questi cavalli erano trattati con ogni riguardo e gelosamente custoditi dai Borbone. Il Re Ferdinando IV predispose ricoveri e scuderie, oltre ad un ippodromo che fu il primo a sorgere in Italia e l’unico ad essere compreso all’interno di un complesso architettonico, divenuto Residenza Reale esclusivamente grazie all’importanza che avevano questi cavalli.

Possedere un buon cavallo da guerra era condizione necessaria per la difesa dello Stato, oltre a costituire un segno di distinzione sociale. Le battute di caccia a cavallo servivano alla selezione degli stalloni e delle giumente, poiché riproponevano situazioni simili a quelle di guerra e di Cavalleria. Così si esaltavano anche i rituali di corte e si rafforzavano le relazioni diplomatiche. 

Dopo l’unità d’Italia, la nobile storia dei cavalli legati alla Dinastia Borbonica subì una battuta di arresto nel 1874, anno in cui le scuderie di Persano vennero svuotate e la mandria fu venduta. Furono i Savoia, tramite il ministro Ricotti, a prendere tale decisione poiché l’immagine di questi cavalli era troppo legata alla dinastia precedente.

Nel 1900 il Governo del Regno d’Italia, ritornando sui propri passi, decise di ricostituire a Persano la Real Razza con il nome di Razza Governativa di Persano, cercando le giumente e gli stalloni, o i figli di questi, che erano stati venduti ai grandi allevatori nel 1874, come nel caso degli esemplari acquistati dallo stesso Re Vittorio Emanuele di Savoia.

La Razza continuò così ad essere allevata dal Ministero della Guerra per le esigenze della Cavalleria fino al 1954, unitamente alle sopravvenute esigenze sportive. I cavalli subirono un ulteriore trauma nel 1972, a causa del loro infausto trasferimento a Grosseto, presso il deposito allevamento quadrupedi dell’Esercito Italiano.

Negli anni ‘90 l’Esercito termina definitivamente di occuparsi dei cavalli della Razza Governativa di Persano, decisione che ne avrebbe di per sé determinato l’estinzione.

E’ grazie al Principe Alduino di Ventimiglia di Monteforte che la Razza Governativa di Persano viene salvata e che oggi possiede il suo status di “Razza”. Risultato di uno studio intenso, svolto durante il servizio militare prestato nell’Arma di Cavalleria a Grosseto, divenuto anche il soggetto della sua tesi universitaria. Tutto ciò, dopo vari e inutili tentativi di Alduino di Ventimiglia di Monteforte nei confronti dello Stato italiano, affinché questi si prendesse l’onere di salvare la “Razza”.

Per salvare la Razza Governativa di Persano, lo stesso Alduino acquista le giumente e gli stalloni dell’Esercito Italiano, cavalli puri e certificati, ricostituendo la mandria e allevandola per tutti questi anni. La stessa e unica mandria che è possibile ammirare oggi a Carditello, suo luogo storico di costituzione.

Al cavallo della Razza Governativa di Persano è dato anche l’onore di rappresentare il marchio più conosciuto al mondo: il cavallino rampante simbolo della scuderia Ferrari.

Enzo Ferrari lo pose sulle prestigiose autovetture, dopo averlo ricevuto in dono dalla Contessa Paolina Baracca, madre dell’asso dei cieli della Prima guerra mondiale: il Capitano Francesco Baracca, un vero eroe di guerra che combatté con l’immagine del cavallino rampante dipinta sulla fusoliera del suo aereo, in onore del suo Reggimento e del suo cavallo della Razza Governativa di Persano.

“Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna”. Questo aveva detto la Contessa Paolina Baracca a Enzo Ferrari.

Fu così che nacque il marchio più prestigioso del mondo, acclarato simbolo di velocità, eleganza bellezza.

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