Inclusione

Un modello di politica inclusiva nei siti culturali

OpenCoesione – l’iniziativa di open government coordinata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha inserito la Fondazione Real Sito di Carditello nel focus sui modelli virtuosi delle politiche di coesione applicate a musei e siti culturali per finanziare interventi destinati all’accessibilità e all’inclusione, insieme alla Fortezza delle Verrucole, nell’area interna della Garfagnana, e ad alcuni siti Unesco dell’area adriatica. Un importante riconoscimento per Carditello, che premia la crescita sostenibile e la politica inclusiva della Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais.

“ll Real Sito di Carditello non è solo un bene di notevole valore artistico e culturale,
ma è anche uno stile di vita”.
Luigi Nicolais
Presidente della Fondazione

Oggi Carditello è anche un esempio di riscatto e rinascita

Un valore ancora più significativo, considerato che l’International Council of Museums (ICOM) ha dedicato il 2020 al tema “Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione” e che Carditello, fino a pochi anni fa, era il simbolo del degrado e dell’abbandono nella Terra dei Fuochi, mentre oggi è un esempio di riscatto e rinascita, aperto a famiglie, bambini e rifugiati politici grazie anche all’accordo con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) del Ministero dell’Interno.

“Superando il concetto tradizionale del museo come contenitore d’arte,
Carditello esprime un ambiente dinamico, inclusivo, orientato alla ricerca
di conoscenza e imperniato sullo sviluppo sociale ed economico del territorio,
affermandosi come punto di riferimento della comunità locale e
stimolando relazioni sostenibili con gli stakeholder”.

A Carditello sono stati destinati oltre 20 milioni di euro di cui 3 già spesi per il primo restauro

Dall’analisi dei dati – effettuata dal Nucleo di valutazione e analisi della programmazione (NUVAP) e da OpenCoesione – si evince che su 6,5 miliardi di euro di investimenti totali nel settore culturale, l’85% circa riguarda “lavori e opere” destinati a interventi per restaurare, recuperare e valorizzare il patrimonio culturale.

In questo universo, oltre 1 miliardo di euro ha finanziato 713 progetti associati a 443 musei, distribuiti in 346 Comuni, per il 56% localizzati nel Mezzogiorno. È infatti nel sud del Paese che si concentrano progetti (69%), entità del finanziamento (67%) e numero di strutture museali interessate (57% sul totale).

A Carditello sono stati destinati oltre 20 milioni di euro della politica di coesione – di cui circa 10 a oggi visibili sulla piattaforma OpenCoesione e 3 già spesi per il primo restauro – che hanno permesso il recupero fisico del complesso monumentale e delle aree aperte circostanti, e l’attivazione di una serie di iniziative nel settore sociale, culturale e ambientale.

“Una sfida molto ambiziosa, che intendiamo rilanciare con la rete
dei siti borbonici della Campania,
condividendo un’unica strategia di valorizzazione”.

La Fondazione ha costruito un'importante rete di accordi sul territorio

Le principali intese sono state raggiunte con il Nucleo di tutela ambientale dell’Arma dei Carabinieri, operativo sul territorio fino a Castel Volturno (CE), con l’ASL di Caserta per la gestione dei cavalli e le attività assistite con animali, con lo SPRAR di Santa Maria Capua Vetere per accogliere rifugiati (un rifugiato è attualmente impiegato per l’accudimento dei 45 cavalli della scuderia e l’avvio del percorso di ippoterapia), con la Regione Campania per la pulizia e la manutenzione dei boschi, attraverso la disponibilità a titolo gratuito degli operai agroforestali durante i mesi in cui le attività ordinarie sono ferme, con il sistema delle carceri per attività con i detenuti e con il Parlamentino studentesco della Diocesi di Aversa, forte di 100 nazionalità rappresentate, con sede proprio a Carditello.

OpenCoesione, l’iniziativa di open government sulle politiche di coesione in Italia, raccoglie dati e informazioni sulle risorse programmate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori e attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti, consentendo a cittadini, amministratori, imprenditori dell’innovazione, ricercatori e giornalisti di valutare l’efficacia e la coerenza dell’impiego delle risorse delle politiche di coesione, rispetto alle esigenze specifiche dei territori, in termini di infrastrutture o di servizi, ma anche di capitale umano e sociale per eguagliarne le opportunità di sviluppo.